Archivia per Gennaio 2008

Lucca e la protezione dell’ambiente: gli alberi… in muratura

Chi saprebbe motivare la pratica di murare le cavità dei tronchi degli alberi presenti in piazza Napoleone a Lucca? Il Comune prevede un piano di tutela e valorizzazione degli alberi monumetali presenti sul proprio territorio ma escludo che questa muratura rappresenti una forma di.. restauro.

Quindi, come spiegare la presenza di questi alberi murati vivi?! Motivi di igiene? Disinfestazione da animali che avrebbero potuto fare di queste cavità una tana? Eliminazione di un possibile angolo di raccolta di rifiuti o materiale illecito lasciato lì da malintenzionati? A chi ne è a conoscenza l’ardua sentenza.

Tronchi murati lucca

L’inciviltà bipartisan di una classe dirigente da licenziare (con giusta causa)

Chi se lo fosse perso, può ammirare sul Corriere il video dell’odierna rissa avvenuta in Senato, con tanto di insulti, corna, sputi, grida, mani alzate. Scene di tale incivilità sono pari soltanto a quelle provenienti periodicamente dai campi da calcio.

Tralasciando le divisioni di schieramento, mi chiedo: questi signori così garbati e civili ci rappresentano??? Questi signori così distinti si sono forse - da tempo - dimenticati di essere i nostri dipendenti. Eh sì. Perchè siamo noi a “sceglierli” e a pagarli. Vi sembrano lavoratori che si prodigano per il bene pubblico, per risolvere i problemi di noi cittadini? LICENZIAMOLI! Basta!

Se questi sono i nostri rappresentanti, preferisco l’autogestione.

Reality marziani: la pupa e il… roccione

Avvistata ipotetica creatura extra-terrestre su Marte. Gli ingredienti per un reality che si rispetta ci sono tutti:

  1. l’occhio del “grande fratello”: la sonda Spirit della Nasa che ha scattato le immagini sul pianeta rosso;
  2. la risonanza dovuta alla copertura mediatica: in Italia è il Corriere ad anticipare la notizia;
  3. la presenza di una pupa, la cui unica caratteristica davvero interessante è il corpo: un’aggraziata figura femminile sul suolo di Marte;
  4. infine, il secchione che in questo caso è solo un roccione.

Peccato sia proprio il roccione a distruggere l’impalcatura di questa storia “verosimile”. Una vicenda che riaccende i riflettori sull’ipotesi dell’esistenza di vita su Marte. A chi non bastasse il buon senso, viene in aiuto l’ “acchiappa-bufale” per eccellenza, Paolo Attivissimo, che nel suo blog infrange ancora una volta il sogno dei tanti cacciatori d’ufo sparsi per il mondo.

marzianina.jpg

La romantica pupa verde dalle sembianze di Sirenetta altro non è che una banale roccia scolpita dal vento, alta la bellezza di cinque centimetri (lo riferisce la Nasa su CBS News). Vista l’alta notiziabilità della vicenda, se ne parla molto nei meandri della blogosfera. Alcuni webnauti si dilettano in libere interpretazioni all’immagine; un commentatore di questo post sostiene ad esempio di vederci Prodi intento a pregare.

Peccato che la morale di questa storia sia, ancora una volta, la battaglia contro la ”mala informazione”. Il titolo e l’occhiello dell’autorevole Corriere ci inducono a pensare che la storia sia verosimile: “C’è vista su Marte? Ufologi in tilt”. E ancora: “Probabilmente è un effetto ottico, ma sembra una statuina verde femminile a mani giunte inginocchiata”. Queste parole la pulce nell’orecchio la mettono…

Tralasciando però le polemiche sulla copertura giornalistica, viene da chiedersi perchè l’argomento della vita extra-terrestre desti così tanta attenzione (tra le tonnellate di byte dedicate a questo tema, segnalo “Ufo Maps“, la google map degli avvistamenti Ufo made in Usa!). Penso che si affronti questo argomento con un misto di paura/curiosità - due chiavi strategiche altamente comunicative-, la stessa reazione causata da tutto ciò che è diverso, Altro da noi. La teoria del complotto e la ricerca di capire cosa “sta sotto” l’apparenza delle cose e cosa i governi tacciono ai cittadini è senz’altro un poster_xfiles.jpgaltro pilastro che sorregge la credenza negli extra-terrestri. Infine, resta la banale volontà di credere, resa forse ancora più acuta da una società sempre più secolarizzata.

 ”I want to believe”, si legge sul poster appeso nell’ufficio di Fox Mulder, protagonista della serie televisiva X-Files. “I want to believe”, si legge su una copia di quel poster appesa nella camera della sottoscritta. Vi sembro contraddittoria? Boh. Ogni tanto dobbiamo anche credere, non soltanto capire.

Il re dei masochismi alimentari

In fatto di cibi strani se ne sentono di tutti… i sapori. Per leggere alcune bizzarrie alimentari in giro per il mondo, è possibile fare un salto sull’archivio di Weird-Food.com (alcune non così strane, come i pomodori verdi fritti, altre decisamente più singolari, come le svariate leccornie a base di formiche). Se invece preferite vedere le immagini di qualche esemplare di cucina estrema come il tè al carciofo o il cono-pizza, buttate un occhio - facendo attenzione che non ve lo mangino - sulla pagina di questo sito.

Anche a casa nostra si sprecano i cibi bizzarri. C’è chi reputa orribile mangiare le ranocchie fritte o le lumache in umido, chi non sopporta il cappuccino servito dopo le 11 del mattino, chi inorridisce alla vista del formaggio sul pesce. E la lista potrebbe continuare all’infinito. Ma niente, secondo me, può superare questo:

Tea with milk

E’ lui, il tè con il latte, il re induscusso dei masochismi alimentari. Già la vista suscita ribrezzo (nonostante la suggestione della foto precedente). Per non parlare del sapore… Perchè mescolare due bevande che prese separatamente funzionano così bene? Perchè bere una brodaglia indefinita, quando puoi assaporare un aromatico tè caldo?

I difensori della bevanda in questione sostengono che sia una tradizione nata proprio nella patria del tè, e per questo più che legittima. Ma la patria - europea - del tè è l’Inghilterra. Ogni commento mi sembra superfluo. Pensate sia una nazione da cui prendere esempio in fatto di gusto alimentare?!

Confessioni di una “puntinista” impenitente

Scrive Beppe Severgnini nel suo divertente e benefico libro ”L’italiano. Lezioni semiserie” (pag.91):

“I puntini di sospensione sono utili: esprimono incertezza, reticenza, imbarazzo, vaghezza… Il guaio qual è? Qualcuno esagera. E usa i puntini - tre, non uno di più e non uno di meno - per mascherare atteggiamenti inconfessabili. Forse per questo il segno è tanto popolare, da qualche tempo. Chi sono i puntinisti? Individui che non hanno la costanza o il coraggio di finire un ragionamento. [...] Raramente quest’orgia di puntini esprime un pensiero compiuto. Accompagna invece mezze ammissioni, spunti, sospetti, accenni, piccole vigliaccherie. [...]

Da dove viene tutto ciò? Credo che la moderna mania puntinista abbia una doppia origine: biografica (per i nati negli anni Cinquanta e Sessanta) e tecnologica (per chi è venuto dopo). [...] I giovani connazionali sono stati traviati dalla tastiera del computer. Basta tener pigiato il tasto del punto (.) e i puntini partono come una raffica di mitragliatrice (………..). Sono tanti, facili, rapidi, pericolosi: bisogna schivarli, o sono guai.

Quando ricevo una email iperpunteggiata, so che l’ha scritta un ventenne (”Egregio dott. Beppe……ho aspettato tanto a scriverLe….Avrei….desiderio…di intraprendere….come dire…..la carriera giornalistica, ma al momento mi dedico soprattutto……alla collezione di tappi di bottiglia”). Che dovrei rispondere? Di continuare coi tappi, probabilmente. Sono più colorati e meno pericolosi dei puntini. E nelle email, per adesso, non entrano (neppure come allegati).”

Lo confesso. Faccio parte della nutrita schiera dei puntinisti. Adoro i puntini di sospensione e li piazzo qua e là, rigorosamente a gruppi di tre (il numero perfetto), per allietare un discorso e donargli un che di indefinito. Dal mio cellulare sono giù partiti sms contenenti solo…tre puntini. Queste abusate macchiette nere sono per me una finestra sull’immaginazione, sono allusione, libera interpretazione, sono uno sguardo solare e un via libera alla fantasia. E poi li reputo dannatamente sexy…  Ecco, ci sono ricascata!

I puntini di sospensione possono rappresentare l’ispirazione per un post ma anche lo spunto per una canzone. Morgan canta: “ho deciso di perdermi nel mondo, anche se sprofondo, lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove… Applico alla vita i puntini di sospensione che nell’incosciente non c’è negazione…” (sotto il video della canzone).

 

Che mondo sarebbe senza puntini?!

Le chicche di Studio Aperto

E’ vero. In molti casi la migliore arma contro ciò che ci infastidisce è l’indifferenza. Ma c’è sempre un’eccezione.

Non posso fare a meno di linkare un blog esauriente e amaramente divertente dedicato a tutti coloro che, come me, hanno una pessima opinione dello pseudo tg Studio Aperto (per usare un eufemismo!):

www.odiostudioaperto.blogspot.com

Cosa non si fa per un cappuccino. La “Mukka truffa” e le difficoltà del vivere quotidiano

Da tempo ormai ho gettato la spugna. Mi ero illusa che una moka dal design simpatico e dall’aria innovativa potesse davvero produrre un fumante cappuccino. Invece, al mio ritorno a casa dopo aver acquistato uno splendido esemplare di Mukka Express by Bialetti, è cominciata l’estenuante lotta contro questo infernale aggeggio.

bialetti.jpgDopo qualche cappuccino decente (si contano sulle dita di una mano), la moka ha iniziato a produrre una brodaglia non identificata. Perseverante, ho continuato a fare tentativi. Una volta la controffensiva è stata particolarmente dura e la brodaglia è andata a finire come un gayser sul soffitto appena imbiancato (per una distrazione delle truppe amiche che si erano dimenticate di avvitare la valvola).

Dopo mesi di incazzature e di brodaglia, mi sono arresa. Ha vinto lei. Allora, ho nascosto il nemico alla vista, relegandolo in un angolo sperduto della cucina, e mi sono comprata una macchina da espresso. Finalmente il cappuccino me lo bevo. Alla faccia sua.

Era da tempo che volevo condividere tutto questo col mondo! Esperienze come la mia sembrano essere molto frequenti. Conosco persone che quando vedono una Mukka Express sono colte da acuti attacchi di nervosismo. Anche nel web è possibile trovare racconti analoghi, ad esempio qui. Eppure c’è anche chi si dice soddisfatto dell’acquisto. Allo stesso modo, c’è anche chi dice di esser stato rapito dagli alieni.

Insomma, se cercate un soprammobile in stile maculato, la mukka fa al caso vostro; ma se volete assaporare un buon cappuccino andate al bar o compratevi una macchina per l’espresso! A coloro che invece sono decisi nel proseguire la lotta dico: vi sono vicina. Hasta la victoria, siempre!

Ore dieci, lezione di silenzio.

“Una mente silenziosa non vuol dire una mente senza pensieri. Vuol dire che i pensieri avvengono in quella quiete e possono essere meglio osservati. Possono essere pensati meglio.

Mai come oggi il mondo avrebbe bisogno di maestri di silenzio e mai come oggi ce ne sono così pochi. Bisognerebbe averli nelle scuole: ore dieci, lezione di silenzio. Una lezione difficile perchè, sintonizzati come siamo sulla costante cacofonia della vita nelle città, non riusciamo più a “sentire” il silenzio. Eppure, varrebbe la pena provare.

Se da ragazzo mi avessero insegnato la filosofia cominciando col farmi star zitto a chiedermi chi ero, avrei forse finito per capire qualcosa: se non altro che tutte quelle teorie avevano un rapporto con la mia vita ed erano meno noiose di come me le facevano apparire”.

Prendo spunto da questa citazione del libro “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani (altre info su wikipedia), per dare spazio a un piccolo elogio del silenzio. Penso che ritagliarsi degli spazi di silenzio sia vitale per ognuno di noi, perchè solo l’assenza di rumore permette di vedere, sentire e capire certe cose, certe sensazioni, certe vibrazioni. E permette di fare luce su noi stessi. In fondo, i migliori abbracci sono quelli che nascono dal silenzio di due persone.

Ma non siamo solo noi poveri animali cittadini drogati dal rumore ad aver bisogno di silenzio. Anche ai media non farebbe male qualche pillola di silenzio. Emanuele Artibani nel suo blog lo invoca condannando la logica mediatica che fomenta lo scontro tra buoni  e cattivi, la rissa verbale, i processi mediatici.

Invece di concedere lo spazio per capire, i mezzi di comunicazione ci martellano ad esempio con i casi di meningite seminando la psicosi epidemia. E’ la logica del rumore. L’importante è che se ne parli. Meglio se in chiave catastrofica o conflittuale.

Tra i media però quelli di nuova generazione permettono forse un maggiore approfondimento, che si traduce in molteplicità di vedute e chiavi di lettura oltre a offrire la possibilità di ritagliarsi una certa dose di silenzio. Azzerato il volume degli altoparlanti, non rimane che il clic del mouse e il meccanico tamburellare della tastiera. Il rumore più acuto di internet resta forse la sovrabbondanza di contenuti … che al contempo è la sua forza.

E proprio questa è l’analogia con la mente umana. Anche la mente silenziosa è carica di pensieri, così come lo è di contenuti la rete. Il collegamento nasce dal silenzio, che permette di vedere i nodi.

Buon silenzio a tutti.

Ps: chissà se l’ipotetica disciplina scolastica del silenzio supererebbe la matematica in quanto materia ostile da parte degli studenti…

L’estate che avanza (non solo panettoni, pandori e panforti)

Sbaraccati albero di Natale, presepe, luci e testate natalizie, non resta che la vita di tutti i giorni. Sarà che il giorno più corto che ci sia, quello di Santa Lucia, è passato e che ci stiamo caparbiamente avvicinando verso la primavera (almeno così ci fanno credere i negozi di fiori, con frotte di primule colorate in vendita). A me piace guardare in lontananza, ho profonde prospettive. Così, non posso fare a meno di pensare all’estate.

Sole, mare, ombrelloni … che atmosfera idilliaca ci racconta l’irriverente Canzone per l’estate di Simone Cristicchi! Per una carica d’energia indispensabilie in questo lunedì fiacco … cliccate qui sotto: