Storie di ordinaria – e senile- inciviltà. Quando si dice “porta rispetto agli anziani”…

Scrive Fabio Volo nel suo ultimo romanzo “Il giorno in più” (pag. 98):

In coda alla cassa del bar, una signora anziana ha fatto la furba e mi è passata davanti. Quando mi fregano il posto in coda non mi arrabbio più di tanto, ma se è una persona anziana a farlo mi dispiace. Perchè quando fanno i furbi i vecchietti penso che nella vita non è vero che invecchiando si migliora.

Queste righe mi hanno fatto riflettere e hanno dato voce a una sensazione che ho provato varie volte. Può capitare di essere vittima di un’astuta vecchietta senza scrupoli che, infilandosi furtivamente tra le persone in fila, vi frega sotto il naso il posto. Non avevo mai trovato le parole giuste per definire la sensazione che ho provato. L’ha fatto Volo. 

Non è semplice rabbia. E’ qualcosa di più. Una sorta di amara rassegnazione. La delusione derivante dalla presa di coscienza sul fatto che “non è vero che invecchiando si migliora”. Perchè i vecchietti hanno avuto il tempo di maturare saggezza, l’esperienza di capire qual è la cosa giusta da fare. Perchè loro hanno capito che non serve avere fretta.  E da loro proprio non ci aspettiamo questa scheggia di cattiveria. E il mondo ci appare più ostile.

Per fortuna, un altro episodio a cui ho assistito non molto tempo fa mi rincuora un pò. Ero in un cinema di Pisa. Il film stava per cominciare quando ho notato che un gruppo di ragazzini si stava rivolgendo in modo garbato a due signore di mezz’età, chiedendo loro di spostarsi perchè avevano occupato i loro posti (numerati). Ricevendo nient’altro che un rifiuto categorico e sgarbato, i ragazzini, senza clamore né maleducazione, hanno chiamato rinforzi. Il responsabile della sala è intervenuto invitando le due signore a cedere i loro posti. Dopo un’estenuante trattativa, le due hanno lasciato il cinema infuriate, mostrando a tutti la loro pochezza.

Anche quest’episodio mi ha lasciando addosso l’amarezza di cui sopra. Ma ha alimentato in me anche la fiducia nelle giovani generazioni. Se ne dice peste e corna, ma casi come questo dimostrano quanto dei ragazzini educati e maturi siano in grado di insegnare a persone ben più adulte ma con in dote soltanto un’arroganza maturata per anzianità, senza umiltà né rispetto per gli altri.

Perciò preferisco guardare il bicchiere mezzo pieno. Per ogni vecchietto incivile, arrogante e maleducato, c’è un bel numero di ragazzini ingenuamente immaturi ma in gamba, che conoscono l’educazione e il rispetto. Perchè la maturità non è uno scatto d’anzianità, ma qualcosa di più.

Per buttarla sul ridere, nella blogosfera c’è qualcun’altro che ha parlato di questi adorabili vecchietti.

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