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L’invasione elettorale del microcosmo scolastico

Dedicato agli studenti di oggi, ieri e domani che sanno o sapranno cosa significa rientrare a scuola dopo le giornate elettorali (da un articolo di Antonella Landi – “la profe con gli anfibi” dal blog visitatissimo – apparso oggi sul Corriere della Sera):

Già martedì – o mercoledì – tutto tornerà come prima: i banchi nella stessa disposizione, l’auditorium sgombro, la stanza dove hanno dormito i militari vuota. Gli studenti, però, che conoscono bene l’ambiente che li accoglie tutti i giorni, coglieranno il più impercettibile segnale: i gessi spostati, il materiale toccato, le loro cartelline che non si trovano più. E avranno la sensazione che la scuola, la loro scuola che amano pur senza saperlo, sia stata violata in un fine settimana di democratiche – e sciagurate – elezioni.

PS: corsivo mio

La mia ex scuola in prima pagina (e non è un grande orgoglio!)

Che sopresa sentir parlare della propria ex scuola sulle prime pagine dei giornali! Il Marco Polo, istituto tecnico per il turismo di Firenze, si gode in questi giorni una malsana popolarità a causa di un video che mostra un docente (Alberto Burchielli) intento a fumarsi una sigaretta in classe (ben gli sta al preside Carloni, la cui gestione lasciava molto a desiderare, almeno ai miei tempi). Personalmente, non ho avuto la (s)fortuna di conoscere quel professore visto che insegna in succursale (io ero in sede).

Il caso è scoppiato sulle pagine de Il Firenze (scarica la versione pdf del numero di oggi in cui si parla ampiamente della vicenda), per poi approdare in tv e sui principali quotidiani (ne parla Corriere.it in prima pagina). Ma la cosa bella è che tutto ha avuto origine da un video pubblicato su youtube da alcuni studenti (qui in versione visi oscurati, quello originale non è più disponibile). Ancora una volta, la ricchezza di contenuti della rete e la partecipazione attiva dei webnauti si è fatta sentire fino a diventare notizia, con la N maiuscola.

Tornando al fattaccio, è chiaro che servirebbe una “pulizia” del corpo docenti e una revisione dei metodi di reclutamento (ho avuto professori che facevano danni ben peggiori all’apprendimento degli studenti). Ma non è certo l’unica categoria colpita dalla sindrome “fumo in luogo pubblico”. Circa un anno fa a Firenze ricordo di aver assistito a una conferenza in cui a fumare era un noto esponente delle istituzioni europee (tedesco ma a conoscenza del nostro divieto). Conclusione di senso comune a scelta: “chi è senza peccato scagli la prima pietra” o “evviva il buon esempio”.